Raccolta stralci della stampa

Riferimento al Catalogo della Stampa dell'Archivio Nicola Ciletti presso la Biblioteca Provinciale di Benevento:

cc5

Cuan,

Echi e consensi sulla mostra di pittura di Nicola Ciletti. Arte nel Sannio

in: "Il Mattino", anno LVII, n. 140, 22 maggio 1954

Risuona ancora, nel tepore di questa capricciosa primavera , l'eco sulla esposizione di pittura del prof. Nicola Ciletti [...]

Motivo di grande soddisfazione per l'artista, più che i rinnovati consensi critici, riteniamo sia stato il tributo di affetto del pubblico per questo suo ritorno. Per troppo tempo Ciletti ci aveva privati del godimento della sua arte.

Dire di questo nostro pittore è sempre cosa ardua, specie quando si tenta di sdoppiare l'uomo dall'artista, senza tener conto che l'arte di Ciletti si proietta proprio in virtù di tale perfetta comunione [...]

Acuto, coscienzioso, egli rifugge dall'eccletismo pittorico, perché è sicuro della sua ricca tavolozza. La sua arte impressionistica, che è l'espressione del carattere talvolta sconcertante dell'uomo rivela l'intimo travaglio creativo non per fini urgenti di mercantilismo, ma unicamente per testimoniare, in senso positivo, la genialità creativa nella sua forma più concreta.

Dal senso di intima e profonda umiltà che traspare da alcune sue tele (es. Gli Umili), affiora la parte più recondita e meno appariscente dell'uomo che, in ultima analisi, costituisce il fulcro base di tutta la sua estrinsecazione artistica: il Francescanesimo cilettiano.

Qualcuno ha detto che Ciletti è un "sociale". E' vero. Ma ciò non costituisce affatto un altro aspetto particolare dell'artista, bensì si riallaccia armonicamente al francescanesimo innanzi citato, inteso come apostolato sociale attraverso una particolare forma di arte.

Infatti, bene osservando le sue opere vecchie e nuove, il giudizio è positivo e si riflette, senza scosse anche nel Ciletti paesaggista.

Egli, quindi, non fa derivare la la sua socialità artistica opportunisticamente concettosa - pertanto vacua, ma dal profondo sentimento di amore per il prossimo che si trasfonde, poi, sulle tele con stupenda ed armoniosa attuazione policroma.

Il fatto che Ciletti scelga i suoi modelli fra gli umili operai della terra e dalla terra tragga i suoi motivi migliori, non sta a significare un'autolimitazione della sua arte al cerchio ristretto della provincia, ma costituisce la riprova della sua grande umanità e la nobilitazione di un lavoro duro ed ingrato che la società spesso finge di ignorare.

" Terra e pane " commuove per l'ispirazione e la concezione artistica e mette in evidenza i tratti salienti di un grave ed attuale problema.

" Malaria " nella sua crudele evidenza ispirativa, ci pone davanti all'amara solitudine di un tramonto senza speranza.[...]

[...] Il muto ed angoscioso dolore che rispecchia " Lettera dalla Russia " è il grido di rivolta contro tutte le guerre, che si sprigiona potente dall'animo dell'artista [...] La grandiosità del " Il vento ", sconcerta.

Quasi in contrapposizione, ma in armoniosa complementarità si affacciano le composizioni: " La Messa di Mezzanotte ", e " Gli umili ".[...]

Autentici capolavori, questi che sembra vogliano essere quasi il coronamento della fatica del maestro, in un mondo egoista e spesso ingrato.

La figura poliedrica di Ciletti si completa poeticamente nel paesaggio.[...]

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